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Riflessioni

Nuova definizione di DEFAULT

Gli organi di stampa si stanno prodigando in indicazioni tutt’altro che intellegibili in merito alle nuove normative che entreranno in vigore allo scoccare del 2021.

Facendo riferimento a quanto indicato da Bankitalia provo a fornirne un sunto.

La nuova definizione di DEFAULT introduce criteri che risultano, in alcuni casi, più stringenti rispetto a quelli finora previsti e riguarda la classificazione dei clienti da parte delle banche. Viene previsto che, i debitori delle banche siano classificati come deteriorati (DEFAULT) al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni:

a)  il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni (in alcuni casi, ad esempio per le amministrazioni pubbliche, 180) nel pagamento di un’obbligazione rilevante;

b)  la banca giudica improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alla sua obbligazione.

La condizione b) è già in vigore e non cambia in alcun modo.

Per quanto riguarda la condizione a), un debito scaduto va considerato rilevante quando l’ammontare dell’arretrato supera entrambe le seguenti soglie:

i)  100 euro per le esposizioni al dettaglio e 500 euro per le esposizioni diverse da quelle al dettaglio (soglia assoluta);

ii) l’1 per cento dell’esposizione complessiva verso una controparte (soglia relativa).

Superate entrambe le soglie, prende avvio il conteggio dei 90 (o 180) giorni consecutivi di scaduto, oltre i quali il debitore è classificato in stato di default. Tra le principali novità, segnala la nota di Bankitalia, anche il fatto che non è più possibile compensare gli importi scaduti con le linee di credito aperte e non utilizzate (c.d. margini disponibili).

Di fatto, la nuova definizione di default non modifica nella sostanza i criteri sottostanti alle segnalazioni alla Centrale dei Rischi, ma può avere riflessi sulle relazioni creditiziefra gli intermediari e la loro clientela, la cui gestione, come in tutte le situazioni di default, può comportare l’adozione di iniziative per assicurare la regolarizzazione del rapporto creditizio.

A seguire, a titolo semplificativo uno schema messo a disposizione on line da Unicredit.

Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine

Praticamente:

Il cliente che ottiene un finanziamento e presenta un ritardo nei pagamenti:

–        se è un cliente privato o una PMI (titolari di ditte, liberi professionisti, e imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di euro e esposizione verso banca inferiore a 1 milione di euro), e l’importo arretrato supera i € 100,00 (centoeuro), e ancora l’esposizione è superiore all’1% (unopercento) del totale delle esposizioni verso il gruppo bancario per un periodo superiore a 90 giorni consecutivi, il debitore entra in stato di DEFAULT;

–        automaticamente tutti i finanziamenti sono in DEFAULT;

–        la banca può avviare azioni di tutela dei propri crediti.

Facendo un esempio:

Se la ditta “Giuseppe Miccichè”:

1)     ottiene un finanziamento di € 15.000,00 dalla “Banca X”;

2)    ritarda il pagamento di una rata (di importo superiore a € 100,00) per un periodo superiore ai 90 giorni consecutivi;

3)    l’importo arretrato è superiore all’1% del totale delle esposizioni verso il gruppo bancario,

a)     il debitore entra in stato di DEFAULT e tale stato si estenderà a tutti i finanziamenti;

b)    la banca potrà avviare le azioni a tutela dei propri crediti.

4)     debitore entra in stato di DEFAULT e tale stato si estenderà a tutti i finanziamenti.

Lo stato di DEFAULT viene meno nel momento in cui il cliente regolarizza verso la Banca l’arretrato di pagamento e/o rientra dallo sconfinamento di conto corrente; Lo stato di DEFAULT permarrà per almeno 90 giorni dal momento in cui il cliente regolarizza verso la banca l’arretrato di pagamento e/o rientra dallo sconfinamento di conto corrente.

In conclusione, occorre che le aziende cambino “modello di gestione”. Indipendentemente dalle dimensioni è necessario che si occupino e si preoccupino della gestione finanziaria attivando per le proprie aziende la gestione dei flussi finanziari affidandosi non ad asettici software standard, ma tecnici esperti che sappiano costruire, implementare e tarare su misura tale gestione.

Per approfondimenti sulla normativa:

https://www.bancaditalia.it/media/fact/2020/definizione-default/index.html

https://www.unicredit.it/it/info/nuove-regole-di-definizione-di-default.html

https://www.credit-agricole.it/pages/nuova-definizione-di-default

https://know.cerved.com/tool-educational/classificazione-dellimpresa-in-default/

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